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Linee guida ISS (Istituto Superiore di Sanità)

scaricare qui LG ISS

Le Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicate nel 2011, si presentano come uno strumento di aggiornamento e formazione che si basa sulle più recenti conoscenze elaborate dalla pratica clinica e dalla ricerca biomedica a livello nazionale e internazionale nel campo della salute mentale del bambino e dell’adolescente.

Le Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicate nel 2011, si presentano come uno strumento di aggiornamento e formazione che si basa sulle più recenti conoscenze elaborate dalla pratica clinica e dalla ricerca biomedica a livello nazionale e internazionale nel campo della salute mentale del bambino e dell’adolescente.

Tali linee guida partono dalla definizione dell’autismo come «una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo, biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. Le aree prevalentemente interessate da uno sviluppo alterato sono quelle relative alla comunicazione sociale, all’interazione sociale reciproca e al gioco funzionale e simbolico»

Le indicazioni presenti nella sezione riguardante il trattamento non farmacologico dei disturbi dello spettro autistico sono il frutto di un programma nazionale di ricerca sulla salute mentale nell’infanzia e nell’adolescenza: il Programma strategico. In tale sezione si evidenzia che:

  • Gli interventi mediati dai genitori (Parent Training) portano degli effetti positivi sui comportamenti di comunicazione sociale dei bambini, sulle capacità dei genitori di gestire varie situazione di difficoltà, sulla qualità della relazione tra genitori e bambini e sui comportamenti problematici nell’ambiente naturale;
  • Gli interventi di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) possono portare ad un incremento della produzione verbale di parole, dei comportamenti di comunicazione sociale e dell’imitazione spontanea.
  • Tutti gli studi esaminati forniscono prove coerenti nel sostenere l’efficacia del modello dell’analisi comportamentale applicata (ABA) sulle aree del linguaggio, del comportamento e dello sviluppo cognitivo quando confrontato con un gruppo eterogeneo d’interventi non altrettanto strutturati;
  • I dati esaminati sull’intervento secondo il programma TEACCH sono coerenti circa l’efficacia di tale modello nel migliorare le abilità motorie, cognitive, sociali e di comunicazione;
  • Non ci sono prove scientifiche sufficienti a raccomandare l’utilizzo dei seguenti interventi e tecniche nel caso di disturbi dello spettro autistico: musicoterapia, Auditory Integration Training (AIT), comunicazione facilitata, diete prive di caseina e/o glutine, terapia con ossigeno iperbarico, utilizzo d’integratori alimentari.

Linee guida SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza)

scaricare qui LG SINPIA

Le Linee guida della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) elaborate nel 2007 sono una raccolta di indicazioni e raccomandazioni tecniche e pratiche presentate con l’obiettivo di fornire dei punti di riferimento a tutti gli specialisti che si occupano di clinica nell’autismo (terapisti, educatori, medici, pediatri, psicologi, neuropsichiatri), favorendo così il ricorso a tecniche d’intervento omogenee e efficaci. Tali indicazioni derivano da un’attenta analisi e valutazione della letteratura nazionale e internazionale più recente e rigorosa dal punto di vista metodologico, di ogni situazione patologica presa in esame.

In merito all’autismo, le Linee Guida forniscono una definizione della patologia cui ogni specialista dovrebbe far riferimento, specificando nel dettaglio le modalità e gli strumenti utili alla diagnosi, allo screening e al trattamento.

Nello specifico, l’autismo viene definito come «una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative all’interazione sociale reciproca, all’abilità di comunicare idee e sentimenti e alla capacità di stabilire relazioni con gli altri. L’Autismo, pertanto, si configura come una disabilità “permanente” che accompagna il soggetto nel suo ciclo vitale, anche se le caratteristiche del deficit sociale assumono un’espressività variabile nel tempo» (Linee Guida SINPIA, 2007).

Le indicazioni per il trattamento dell’autismo specificano sia che esso deve essere precoce, intensivo e individualizzato, sia che gli obiettivi a lungo termine di qualunque progetto terapeutico devono concentrarsi su: la riduzione dei comportamenti disadattivi, l’aumento delle competenze cognitive, sociali e comunicative e lo sviluppo di una buona regolazione emotiva, nei termini di un controllo degli impulsi, della modulazione degli stati emotivi e dell’immagine di sé. Viene sottolineato inoltre che la continuità e la qualità del percorso terapeutico sono garantite attraverso il coinvolgimento dei genitori in tutto l’iter educativo e il coordinamento, aggiornamento e verifica, in ogni fase dello sviluppo, dei vari interventi e strategie messi in atto. Come suggerito e dimostrato dalla letteratura internazionale, le strategie suggerite ed adottate per intervenire sull’autismo fanno riferimento a due categorie: gli approcci comportamentali (ABA, DTT) e neo-comportamentali (Incidental learning e LEAP) e quelli evolutivi (Denver Model, TED, DIM).